Aspettando la Cinque Mulini - Ep. 1: "Il primo e il secondo"

Inizia con questo articolo una piccola rubrica di notizie curiose, ricordi, aneddoti, flashback, la marcia di avvicinamento alla 91ª edizione del “Cross più bello del mondo”, la Cinque Mulini, in programma domenica 15 gennaio 2023.



Il ragazzo saltella sui prati di San Vittore Olona appena ricoperti da una peluria verde. I prati! La primavera è ancora agli inizi. O, se preferite, l’inverno sta lasciando il posto a giorni più tiepidi. È il 1973. L’acciottolato del percorso è calpestato da una miriade di piedi. Scarpe di ogni foggia e misura. I protagonisti assoluti sono una ristretta manciata ma di tutto rispetto. Fra loro anche il piemontese Franco “Ciccio” Arese.

Ma l’attenzione degli spettatori, che si accalcano ai bordi del tracciato, è tutta per loro: un maratoneta e un ostacolista. Sì, uno specialista dei 400 ostacoli. Ma che ci fa uno così fra fondisti e mezzofondisti abituati a confrontarsi sui 10 e forse più chilometri? Chiedetelo agli organizzatori del “Cross più bello del mondo”: la 5 Mulini. E già cari lettori. Cosa non si inventano quelli là per rendere sempre più magnifica quella creatura? Figurarsi, uno che non è mai andato oltre il chilometro di corsa. Chissà che “scoppola” si beccherà. Se mai riuscirà ad arrivare sino al traguardo.

I due sono atleti agli antipodi. In tutti i sensi. Uno, l’ostacolista, è nero e viene dall’Uganda, ha tanti fratelli che neppure lui sa quanti. Il padre, d’altronde, non si è accontentato di una sola moglie… Si dice che ne sposò otto, da cui ebbe ben 43 figli… L’altro è di pelle chiara come il latte, è nato in Germania, Monaco di Baviera, da genitori statunitensi militari di professione, poi ritornati negli States. Il primo è arrivato sulle rive dell’Olona pensando di farsi una bella passeggiata, il secondo è un habitué di San Vittore. Nel 1971 si è piazzato al terzo posto, e nel 1974 salirà sul secondo gradino del podio. Oggi sono qui per far divertire e divertirsi. Qualcosa li accomuna però. Entrambi si sono messi al collo, l’estate precedente, la medaglia d’oro ai Giochi Olimpici di Monaco. Il primo nei 400 ostacoli a suon di record del mondo, il secondo nella maratona. Secondo voi chi vincerà?

A veder la partenza sembrerebbe il nero e longilineo ostacolista. Dopo lo sparo dello starter, nel consueto giro all’interno del piccolo stadio (già, perché allora ancora si partiva e si arrivava nel piccolo stadiolo, poi si usciva scavalcando il muro di cinta), l’ugandese viaggia baldanzoso davanti a tutti (quasi).

Ma scusate, non vi abbiamo ancora detto i loro nomi. Il primo si chiamava (purtroppo è deceduto nel 1997) John Charles Akii-Bua, il secondo Frank Shorter. Naturalmente il successo è andato al secondo, scusate il gioco di parole, mentre John dopo la sfuriata iniziale pian piano si è accodato al gruppo ed è arrivato tranquillamente… ultimo, inseguito da una frotta di ragazzini. Manco era sudato. E ci mancherebbe.

Il bianco baffuto Frank dopo l’oro olimpico del 1972 tenterà di ripetersi ancora quattro anni più avanti. E per poco non ci riuscì. Pur correndo la maratona più veloce della sua carriera si dovette “accontentare” dell’argento, alle spalle del tedesco dell’Est Waldemar Cierpinski. Lui sì che riuscì nel colpaccio. Vinse, infatti, anche i 42 chilometri ai Giochi di Mosca 1980.

John al ritorno in patria ebbe grossi problemi con l’allora dittatore dell’Uganda, Idi Amin Dada, che lo fece arrestare. Per sfuggire ad una condanna a morte fuggì in Germania.

E il ragazzo dell’inizio che c’azzecca con tutta questa storia? Semplice, il non ancora diciassettenne ragazzo bazzicava da quelle parti cercando di “vendere” giornali e abbonamenti di una rivista di atletica leggera. Nella foga cercò anche di appiopparne una ad un sorpreso Shorter che, gentilmente, non capendo una mazza di cosa gli diceva quell’imberbe, gli firmò la copertina della rivista e se ne andò tranquillamente per i fatti suoi.


Media: https://patrimonio.archivioluce.com/luce-web/detail/IL5000061319/2/corsa-campestre-san-vittore-olona-1.html?startPage


Daniele Perboni





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